Tutto iniziò il 14 settembre 1998, avevamo fame di pallone, gli scarpini erano ormai già attaccati al fatidico chiodo, ma non ci volle molto per ritornare a respirare quell'aria che solo chi gioca o ha giocato conosce, fatta di attesa, densa di olio canforato, pregna di sudore e carica di adrenalina quando la palla entra in porta e gonfia la rete...
Organizzato
in fretta e in furia una specie di campionato di calcetto, chiamando amici e
colleghi, sono state allestite al via ben otto agguerrite squadre.
Quale nome dare alla squadra? Non ci sono mai stati dubbi, Johan Cruijff è
sempre stato il mio idolo, mio figlio ne ha subito le conseguenze, e poi giocare
insieme padre e figlio ... la scelta si poneva obbligata:
"La Banda di Johan" era pronta
a dare battaglia...
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| Per
chi non se lo ricordasse... | ||
CARTA
D'IDENTITA' |
Johan Cruijff Data di nascita 25.4.1947 |
RUOLO |
Attaccante |
LA
CARRIERA |
1964/74 -
Ajax (239 gare; 190 gol) 1973/78 - Barcelona (143 gare; 48 gol) 1979 - Los Angeles Aztecs (27 gare; 14 gol) 1980 - Washington Diplomats (27 gare; 10 gol) 1980/81 - Levante (10 gare; 2 gol) 1981 - Washington Diplomats (5 gare; 2 gol) 1981/83 - Ajax (36 gare; 14 gol) 1983/84 - Feyenoord (33 gare; 11 gol) |
NAZIONALE |
Nella nazionale olandese ha collezionato 48 presenze e 33 reti |
PALMARES |
3 Coppe dei
Campioni (Ajax: 1971, 1972, 1973) 1 Coppa Intercontinentale (Ajax: 1972) 2 Supercoppe Europee (Ajax: 1972, 1973) 9 Campionati Olanda (Ajax: 1966, 1967, 1968, 1970, 1972, 1973, 1982, 1983. Feyenoord: 1984) 6 Coppe d'Olanda (Ajax: 1967, 1970, 1971, 1972, 1983. Feyenoord: 1984) 2 Titoli di Capocannoniere in Olanda (1967, 1972) |
PALLONE
D'ORO |
3 Palloni d'Oro europei (1971, 1973, 1974) |
STORY |
Calciatore olandese tra i più rinomati in Europa e nel mondo stesso, negli anni a cavallo tra il 1965 e il 1975. Veloce, incantevole per lo stile, sorprendente per il mutamento improvviso di ritmo, sapeva concentrare sopra di sé l'attenzione dell'avversario per superarlo di colpo con una finta o con un dribbling costantemente vincenti. L'Olanda di cui era il capitano, somigliava a una sinfonia di Luciano Berio. Apparentemente sconclusionata, caos di suoni più che esatta gestione delle note. In realtà il gioiello calcistico degli "Orange" era così perfetto da apparire strano. E lui, il grande Johann, ne era l'ideale esecutore. Con quel 14 sulle spalle, divenuto presto un numero mitico quasi come il dieci, egli era centravanti e rifinitore, centrocampista puro e, all'occorrenza, perfino difensore. Sua madre, che lavorava nella taverna del club dell'Ajax, non avrebbe mai creduto che quel bambino così minuto, che andava a raccogliere i palloni scagliati fuori dai giocatori, sarebbe diventato uno dei calciatori simbolo del gioco del pallone. Cruijff vinse, con i "Lancieri", tre coppe campioni, una coppa intercontinentale, due supercoppe e tanti scudetti. Per tre volte si aggiudicò il Pallone d'Oro. |
STORY |
In Inghilterra la chiamano, ancora oggi, "the Cruijff Turn" perché quella giravolta su se stesso, un'inversione di 180° effettuata toccando il pallone di piatto, ha segnato un'epoca. Quella del Calcio Totale. Johan Cruijff è stato un grandissimo del football. Sommando la carriera di giocatore a quella di allenatore, forse il più grande. Nato ad Amsterdam il 25 aprile 1947, cresce nell'Ajax e a 14 anni vince il campionato "Ragazzi" indossando il numero 14 che da allora diventa il suo portafortuna. Con il club di Amsterdam vince (quasi) tutto poi, nel 1973, con un trasferimento che fa scalpore passa al Barcellona, l'altro grande amore della sua vita, e i catalani rivincono la Liga dopo… 14 stagioni. Ai Mondiali tedeschi del 1974 trascina l'Olanda alla finale, persa contro i padroni di casa in una sfida che è già leggenda. Nel 1978 si ritira, stanco di squadre non competitive, litigi con arbitri, compagni e allenatori, minacce di rapimento. Poi, la nostalgia e alcuni investimenti sbagliati lo spingono al rientro. Prima nella NASL, il campionato pro' americano, quindi in Europa, nel Levante (II divisione spagnola) e ancora all'Ajax che con lui ricomincia a vincere. Dato per finito, prende cappello e fa il salto al Feyenoord, completando con l'ennesimo "Double" il "tradimento". A 37 anni suonati, lo stop. Il figliol torna all'Ajax da allenatore. Lancia il suo erede, Marco Van Basten, che alza da capitano la Coppa delle Coppe, poi riprende il volo, destinazione Barcellona-bis. Per gli "azulgrana" inizia una lunga stagione di successi tra cui l'agognata Coppa dei Campioni. Nel 1991, in seguito ad un attacco cardiaco gli vengono applicati due by-pass. Nel '96 l'esonero, dovuto più ai pessimi rapporti con la dirigenza che alla crisi di risultati. Da allora Cruijff, consulente FIFA che potrebbe allenare dove e quando vuole, si dedica ad altro, perché il calcio gli piace, "ma non quello di oggi". Questa è la sua storia. |
STORY |
AMSTERDAM
(Olanda), 19 aprile 2007 - L'Ajax rende omaggio al suo più grande
campione di sempre, Johan Cruijff. I Lancieri, in occasione del suo sessantesimo
compleanno, hanno deciso di ritirare la mitica maglia numero 14.
CONSEGNA
Ieri sera, in occasione della semifinale di coppa d'Olanda contro il Waalwijk,
il presidente dell'Ajax John Jaake ha consegnato la maglia nelle mani
dello stesso ex campione di Ajax e Barcellona che festeggerà i
60 anni il prossimo 25 aprile. |
Per
entrare nella "Hall of Fame" della "Banda"
a tutti gli effetti,
bisogna indossare almeno 14 volte la casacca giallo-blù
Nel febbraio 2001 la Banda è stata invitata ad un torneo internazionale nell'isola di Malta, dove vi partecipavano ben 45 formazioni provenienti da tutte le parti del mondo, un vero e proprio campionato del mondo di calcetto per dilettanti, e fu così che la "Banda" è diventata internazionale e il webmaster è stato costretto ad inserire anche la lingua inglese.